Si tratta di una delle valli laterali del paese di Claut, sicuramente la più selvatica e dimenticata, per questo merita una visita. Si trova nei pressi della frazione di Cellino, lunga circa 9 km, è percorsa da una strada bianca che verso la fine si dirada in diversi sentieri che portano verso l’alto, la cima più ambita è sicuramente il Col Nudo. E’ interessante per le fioriture primaverili che si sviluppano lungo il greto del torrente e nei fazzoletti erbosi che si formano con le alluvioni; dafne odorosa, giglio dorato e tappeti di camerino.
Questa valle ha la particolarità di ospitare al proprio interno, sotto delle imponenti pareti rocciose del Monte Teverone, il nevaio perenne più basso d’ Europa. Su questa macchia di neve, molti anni fa, i ragazzi di Cellino ci venivano a sciare il mese di agosto e devo essere sincero, anch’io ho voluto provare questa emozione. Alcuni anni fa, armato di rastrello, mi sono inoltrato in Val Chialedina con gli sci sullo zaino, arrivato al nevaio ho rastrellato per bene i sassi di cui era ricoperto ed alla fine mi sono fatto la mia bella sciata, costituita da diverse ripetute, vista la ridotta lunghezza di questa lingua bianca.
Un’ altra volta, con gli sci da alpinismo mi sono trovato davanti una poderosa aquila intenta a finire il proprio pasto costituito da un cucciolo di capriolo ed ancora qui ho potuto ammirare la valanga di neve bagnata più lunga della mia vita, diversi km. Un’ escursione appagante è sicuramente quella che porta a Casera Frugna e poi al Ciadin del Col Nudo, escursione impegnativa ma che vi regalerà la vista di una delle pareti rocciose più ampie delle Dolomiti, la Parete Nord Est.
Cosa vi posso dire, la Val Chialedina è unica, nascosta e schiva, se avete voglia di venire a trovarla, fatelo con rispetto.